Parti dal problema, non dalla tecnologia

Il segreto del Deep Tech è chiedersi quale problema valga davvero la pena risolvere

È questo uno degli elementi che distingue l’approccio Deep Tech dall’innovazione tradizionale. L’obiettivo non è trovare un’applicazione per una tecnologia già disponibile, ma individuare la tecnologia, nuova o esistente, più adatta a rispondere a un problema reale e complesso.

Secondo l’analisi di BCG, le grandi sfide alle quali il Deep Tech cerca di dare risposta possono essere ricondotte a quattro macro-aree:

  • clima e sostenibilità, dalla riduzione delle emissioni alla scarsità delle risorse;

  • demografia e salute, tra invecchiamento della popolazione e carenza di manodopera;

  • limiti della tecnologia attuale, da superare attraverso nuovi approcci al calcolo, ai dati e alla tecnologia;

  • sicurezza, dalla cybersecurity alle catene di approvvigionamento strategiche.

Un problema reale, una soluzione costruita sui dati

Un esempio significativo è Pivot Bio, che ha affrontato un problema noto in agricoltura: fissare l’azoto alle radici delle piante senza ricorrere all’ammoniaca, la cui produzione è altamente inquinante.

Per farlo, l’azienda ha mappato trilioni di microbi del suolo e testato miliardi di possibili modifiche genetiche. Il risultato non è stato soltanto lo sviluppo di una soluzione tecnologica, ma anche la costruzione di un patrimonio di dati proprietari generato attraverso il percorso di ricerca.

Ed è proprio questo uno degli aspetti distintivi dell’approccio Deep Tech: il vantaggio competitivo può risiedere non soltanto nella tecnologia sviluppata, ma anche nei dati unici e contestualizzati raccolti nel processo di risoluzione del problema.

Definire bene il problema

Partire dal problema non significa, però, scegliere una sfida indistinta o impossibile da gestire.

Secondo l’approccio del design thinking, il problema deve essere sufficientemente ampio da generare un impatto reale e lasciare spazio a soluzioni creative, ma allo stesso tempo abbastanza circoscritto da poter essere affrontato concretamente.

Per questo, prima di scegliere una tecnologia, è importante comprendere il problema, i bisogni dei destinatari e il contesto nel quale la soluzione dovrà inserirsi. Il rischio, altrimenti, è concentrarsi sul perfezionamento della tecnologia e perdere di vista la necessità alla quale dovrebbe rispondere.

In pratica

  • Definisci prima il problema: prova a descriverlo in una frase, prima ancora di individuare la tecnologia.

  • Conosci il contesto: ricerca di mercato e comprensione dei bisogni dei destinatari sono parte integrante del processo.

  • Costruisci dati proprietari: i dati raccolti nel percorso di sviluppo possono diventare un elemento distintivo della soluzione.

  • Trova il giusto perimetro: il problema deve essere abbastanza ampio da generare impatto, ma abbastanza ristretto da poter essere gestito.

Da ricordare: nel Deep Tech, la tecnologia è il mezzo. Il punto di partenza è il problema.

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Deep Tech: la quarta onda dell’innovazione