Deep Tech: la quarta onda dell’innovazione
Dalla ricerca fondamentale alle soluzioni per affrontare problemi che le tecnologie attuali non riescono ancora a risolvere pienamente.
E se potessimo guidare le cellule del nostro corpo a produrre da sole le proteine necessarie per difendersi?
È da una domanda radicale come questa che prende forma una delle intuizioni alla base dell’approccio di una grande casa farmaceutica all’mRNA. Un esempio che rappresenta bene ciò che distingue il Deep Tech: non partire da una tecnologia per cercare un’applicazione, ma partire da un problema e chiedersi quale nuova conoscenza scientifica e quale tecnologia possano permettere di affrontarlo.
È questo il cuore della quarta onda dell’innovazione.
Se la prima onda ha portato con sé chimica, materiali e simili, la seconda ha visto la crescita dei grandi laboratori di ricerca aziendali. La terza ha coinciso con la rivoluzione digitale e con l’affermazione di startup e venture capital. La quarta cambia nuovamente prospettiva.
Le startup Deep Tech si muovono nel “Quadrante di Pasteur”, in cui ricerca fondamentale e applicazione pratica si incontrano. Possono nascere da uno spin-off universitario, sviluppare nuova scienza, collaborare con grandi aziende e trasformare una scoperta in una soluzione industrializzabile.
Il punto di partenza è quindi un problema reale. E i problemi da affrontare sono quelli che le tecnologie attuali non riescono ancora a risolvere pienamente: dalla fusione nucleare alla cattura del carbonio, dalle terapie geniche personalizzate alle grandi sfide legate a clima, salute, energia e sicurezza.
Per arrivare dalla domanda alla trasformazione concreta, il percorso passa attraverso quattro momenti:
Copernico – ridefinire il problema;
Newton – costruire la teoria scientifica;
Armstrong – dimostrare che funziona;
Asimov – portare la soluzione alla scala necessaria per cambiare la realtà.
Si tratta di un percorso lungo, che richiede ricerca, competenze multidisciplinari, capitali e capacità di sperimentare rapidamente.
Ma è proprio qui risiede la peculiarità del Deep Tech: la tecnologia non è il punto di arrivo. È lo strumento per affrontare problemi che prima sembravano irrisolvibili.
Ed è anche per questo che il Deep Tech viene descritto come la quarta onda dell’innovazione, con il potenziale di trasformare profondamente modelli di business, settori industriali e società.

