La convergenza tra discipline e tecnologie come motore del Deep Tech
Scienza avanzata, design e ingegneria si incontrano per trasformare nuova conoscenza in soluzioni concrete. Nel Deep Tech, la convergenza tra competenze e tecnologie diverse rappresenta il motore stesso dell’innovazione
Le soluzioni più potenti nascono spesso dall’incrocio tra discipline diverse. È proprio su questa convergenza che si fonda il Deep Tech, in cui scienza avanzata, design e ingegneria concorrono alla costruzione di soluzioni capaci di passare dalla conoscenza scientifica all’applicazione concreta.
La scienza genera nuova conoscenza, il design la traduce in risposta a bisogni umani e l’ingegneria fa da ponte, contribuendo a rendere la soluzione tecnicamente ed economicamente fattibile. Tre prospettive diverse che, lavorando insieme, permettono di affrontare problemi complessi da più punti di vista.
La convergenza riguarda anche le tecnologie
L’integrazione non si limita alle discipline. Il 97% delle imprese Deep Tech utilizza almeno due tecnologie, riconducibili a tre grandi famiglie.
La prima è quella del calcolo e della cognizione, che comprende tecnologie come intelligenza artificiale, quantum computing e cloud. La seconda riguarda sensi e movimento, con robotica, sensori, droni e realtà aumentata. La terza comprende materia ed energia, ambito che include biologia sintetica, nanotecnologie e nuovi materiali.
È dall’incontro tra queste diverse tecnologie che possono svilupparsi nuove modalità per affrontare problemi e creare soluzioni.
Un esempio è rappresentato dal TechBio, in cui biologia, dati e calcolo convergono per accelerare la scoperta di farmaci. Recursion Pharmaceuticals ha raccolto oltre 50 petabyte di dati biologici e chimici e dispone di BioHive-2, il 35° supercomputer più potente al mondo, per analizzarli
Competenze diverse per innovare
Una convergenza così ampia richiede anche un modo diverso di costruire i team. Nel Deep Tech assume particolare rilevanza il profilo “a T”, caratterizzato da competenze ampie in più ambiti e, allo stesso tempo, da una specializzazione profonda in uno di essi.
In pratica, significa costruire team capaci di parlare più linguaggi disciplinari, individuare opportunità all’incrocio tra digitale, fisico e biologico e coinvolgere fin dall’inizio competenze ingegneristiche, necessarie a trasformare un’idea in una soluzione concreta e accompagnarla verso il mercato.
È questa la logica della convergenza nel Deep Tech: mettere in relazione conoscenze, competenze e tecnologie differenti per trasformare la complessità in nuove possibilità di innovazione.
La trasformazione digitale, in questo scenario, non rappresenta il fine, ma il prerequisito.

